Ogni anno all’arrivo della stagione fredda, quando iniziano a circolare i virus influenzali e parainfluenzali, è bene preparare il nostro organismo ad un possibile contatto, in modo da fronteggiare con successo questa evenienza. Questo vale anche per eventuali infezioni batteriche. In questo particolare periodo abbiamo un motivo in più rispetto agli anni precedenti: il coronavirus Sars-CoV-2 responsabile della malattia denominata Covid-19. La vera e più potente arma a nostra disposizione, è già dentro di noi: il nostro più forte alleato è il nostro sistema immunitario.

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario svolge varie azioni di difesa:

  • protegge da agenti patogeni esterni (virus, batteri, parassiti, funghi, ecc.) 
  • rimuove cellule danneggiate e globuli rossi invecchiati
  • riconosce ed elimina cellule anomale o alterate (cellule tumorali, cellule infettate da agenti patogeni, ecc.)

È composto da più organi, tessuti, cellule di vario tipo e con diverse funzioni, mediatori chimici e immunoglobuline.

Gli organi linfatici (midollo osseo, timo, milza, linfonodi, tonsille, adenoidi, placche del Peyer, appendice vermiforme) sono distribuiti in tutto il nostro organismo. Le cellule del sistema immunitario (di vario tipo e con funzioni diverse) possono essere definite i soldati del sistema stesso, i mediatori chimici (citochine) rappresentano i messaggeri, mentre immunoglobuline le munizioni.

Il sistema immunitario consta di immunità innata o aspecifica e immunità acquisita o specifica.
L’immunità innata di tipo non specifico, presente già alla nascita, non dà risposte specifiche e selettive nei confronti degli agenti patogeni. Questa rappresenta la prima linea difensiva nei soggetti non ancora immunizzati e in quelli in cui il sistema immunitario non è ancora completamente maturo e competente. Rappresenta la prima risposta dell’organismo in grado di prevenire le infezioni e si mantiene attiva ed efficace anche quando il sistema immunitario matura la propria capacità di difesa nell’ambito delle risposte immunitarie specifiche. Costituisce il sistema di difesa più antico.

L’immunità specifica o adattativa o acquisita è l’insieme delle risposte specifiche di difesa verso i microrganismi patogeni. In questo caso il sistema immunitario conserva il ricordo delle esperienze immunitarie pregresse, detta immunità può essere acquisita in modo naturale in seguito a contatto con l’agente patogeno o indotta (sieri immuni o vaccini) .

Quando il nostro organismo entra in contatto con un agente patogeno, tutte queste difese entrano in azione in modo sinergico per proteggerci. Il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere i nemici nuovi e quelli che ha già incontrato e quindi di utilizzare la strategia più adatta a seconda delle circostanze
Immunità aspecifica e specifica spesso si sovrappongono lavorando sinergicamente potenziando la risposta di difesa.

Cosa può indebolire il nostro sistema immunitario?

È importante ricordare che il 70 – 80 % del sistema immunitario è nell’apparato gastro-intestinale, conseguentemente errate abitudini alimentari e squilibri della flora intestinale avranno l’effetto di indebolire il sistema stesso, in quanto anche il cibo ha un potere antigenico e, se non adeguatamente scelto e non riconoscibile in senso immunitario, rappresenterà un continuo stimolo a risposte di difesa con conseguente stress, indebolimento e alterazione delle risposte stesse. La flora intestinale, come vedremo più avanti, svolge azione di modulazione e stimolazione sul sistema di difesa.

Varie patologie, agenti stressogeni, scarsa o assente attività fisica, eccessivo e inadeguato utilizzo di farmaci, abuso di alcool, fumo, mancanza di adeguato riposo notturno, fattori ambientali (inquinamento, cambio stagionale, freddo…) e invecchiamento sono solo alcune delle cause che possono determinare una riduzione delle capacità di difesa.

Come rinforzare le difese immunitarie?

Per rinforzare il nostro sistema immunitario possiamo agire su vari fronti, in vario modo e ancor meglio in modo sinergico. Innanzi tutto adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, una nutrizione che alzi la nostra capacità adattativa, che non rappresenti un fattore di stress immunitario, accompagnata dall’equilibrio dinamico del microbiota, praticare regolarmente un’adeguata attività fisica, dormire a sufficienza, limitare il consumo di alcool, evitare il fumo, e possiamo inoltre trovare importante supporto utilizzando specifici principi attivi e integratori quali vitamine, sali minerali, principi omeopatici, omotossicologici, micoterapici, fitoterapici, oligoelementi.

Ecco cosa possiamo fare.

  • Nutrizione: questo è l’argomento principe! Il cibo è il materiale con cui costruiamo giorno dopo giorno il nostro corpo, in un periodo che varia secondo gli studiosi dai 5 ai 7 anni tutte le componenti del nostro organismo si rinnovano: il cibo è il nostro “materiale da costruzione”. Risulta di fondamentale importanza la scelta qualitativa del cibo che verrà analizzato dal sistema immunitario gastro-enterico (GALT) durante l’assorbimento per verificarne la natura, ma quali caratteristiche deve avere il cibo per essere “il cibo giusto”? Le caratteristiche di seguito elencate sono quelle che deve possedere un cibo perché possa essere riconosciuto dal GALT, mantenere le proprietà nutrizionali, organolettiche e energetiche, fornendo il vero nutrimento anche in sali minerali, vitamine e varie componenti fondamentali per l’equilibrio dell’organismo e per l’efficienza del sistema di difesa.
  • riconoscibile: concetto fondamentale, riconoscibile dal nostro sistema immunitario, cibo “come mamma natura crea”: gli alimenti industriali, manipolati dall’uomo, trattati e sofisticati, oltre a contenere sostanze dannose, non possono essere riconosciuti dal nostro sistema immunitario intestinale in quanto diversi da come erano in origine e determineranno una continua stimolazione anomala del sistema di difesa, stressandolo e rendendolo sempre meno efficiente.
  • fresco
  • crudo o preparato con cotture che preservino le caratteristiche nutrizionali del cibo stesso
  • vitale
  • biologico, biodinamico o da permacultura
  • Flora intestinale: il microbiota (flora intestinale) è composto da un pool di microrganismi quali batteri, virus, funghi, parassiti. Possiamo considerarlo un ulteriore organo del nostro corpo con il quale interagiamo e scambiamo il DNA. Questi microrganismi hanno molteplici funzioni, tra queste anche la capacità di modulare, stimolare e orchestrare le nostre risposte immunitarie. L’equilibrio del microbiota risulta quindi requisito essenziale per una efficace funzione del nostro sistema immunitario. Quando il microbiota perde in ricchezza e biodiversità, e si realizza una condizione che viene definita “disbiosi”, il sistema immunitario perde efficacia e precisione, reagendo in maniera inadeguata per eccesso, per difetto, talora contro l’organismo stesso (come avviene nelle malattie autoimmuni). Va sottolineata fortemente quindi l’importanza dell’equilibrio del nostro microbiota, anche per l’efficacia d’azione delle difese immunitarie, esso svolge infatti un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio dinamico del sistema di difesa, con azione di prevenzione anche nei confronti di una situazione di infiammazione cronica. Grazie alla produzione di sostanze ad azione antimicrobica, crea resistenza alla colonizzazione intestinale di specie patogene, attiva sia l’immunità innata che acquisita, stimola lo sviluppo e la funzione del sistema immunitario stesso e fortifica la barriera costituita dalla mucosa intestinale con la produzione di muco e preservandone l’integrità.
  • Attività fisica: svolgere con regolarità un’adeguata attività fisica, che comporti uno sforzo moderato e prolungato, cioè un’attività aerobica (come per esempio camminare a passo sostenuto, andare in biciletta, ballare, remare ecc.) ha un effetto benefico su tutto l’organismo in quanto vengono prodotte sostanze che riequilibrano tutte le funzioni del nostro organismo, potenziando anche l’efficienza del sistema di difesa. L’attività svolta all’aperto offre maggiori vantaggi, non ultima la produzione di vitamina D, della quale parleremo più avanti proprio per la sua azione a livello immunitario.
  • Riposo notturno: il rispetto dei ritmi circadiani è molto importante per l’equilibrio del nostro organismo, equilibrio dinamico cioè l’elevata capacità adattativa al continuo variare dell’ambiente esterno e interno. Tutto ciò che si è detto finora mira a questo. Una buona qualità e una sufficiente quantità di ore di sonno sono importanti, in quanto durante il riposo notturno migliorano le capacità di alcune cellule immunitarie responsabili dell’immunità cellulo-mediata attiva contro patogeni intracellulari come ad esempio i virus ed alcuni batteri. Queste cellule intervengono stimolando, modulando e coordinando la risposta immunitaria. Durante le ore di sonno, inoltre, il nostro organismo produce e ripristina ciò che durante il giorno è stato usurato e consumato, mantenendo funzionale il sistema.Se il nostro organismo è in equilibrio dinamico, ha adeguate capacità adattative e la scelta del cibo è effettuata come descritto c’è buona probabilità che la necessità di utilizzare integratori sia ridotta, anche se possono verificarsi situazioni in cui sia comunque consigliabile, se non necessario, effettuarla. Meglio in questo caso rivolgersi ad un medico esperto, che saprà valutare e prescrivere secondo scienza e coscienza utilizzando, ove necessario, prodotti di alta qualità e biodisponibilità, nei giusti dosaggi.

    Dopo questa doverosa premessa uno sguardo ai principali “giocatori” di questa “partita”.

  • Vitamine: tutte le vitamine sono fondamentali per lo svolgersi delle molteplici funzioni biologiche, alcune hanno una maggiore importanza per l’efficienza del sistema immunitario, sono le vitamine C, D, E, A e alcune del gruppo B.
  • Vitamina C: riveste un ruolo importante per il sistema immunitario in quanto stimola la produzione di interferoni, molecole che proteggono le cellule dall’aggressione dei virus, stimola la produzione dei neutrofili, globuli bianchi con funzione di difesa nei confronti di agenti estranei, soprattutto infettivi. Gli alimenti che ne rappresentano una buona fonte sono: bacche di rosa canina, ribes nero, peperoni, kiwi, agrumi, fragole, mele, pere, pesche, uva, cavolfiori, cavoli, broccoli, cavolo nero, verdure verdi, spinaci, cipolla, carota. Da sottolineare la labilità di questa vitamina, soprattutto sensibile all’ossidazione e al calore, per questo, pur essendo presente anche nella carne e nel pesce e comunque in seguito alla cottura la sua biodisponibilità risulterà drasticamente ridotta.
  • Vitamina D: le funzioni che questa vitamina svolge sono molteplici, nell’ambito delle difese immunitarie tale ruolo diventa primario, come emerge da uno studio condotto presso l’Università di Copenhagen e pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Immunology. Il risultato di questa ricerca mette in evidenza come i linfociti T, globuli bianchi in grado di difenderci dai vari agenti patogeni, si attivano solo in presenza di vitamina D e possiedono, come molte altre cellule immunitarie e di altro tipo, un apposito recettore sulla propria membrana di superficie per legarla. Se questo legame non avviene, i linfociti T non saranno attivati. Agisce inoltre sull’immunità adattativa stimolando la produzione di anticorpi ed ha una importante funzione di modulazione sulla risposta immunitaria stessa. Il nostro corpo produce la vitamina D durante l’esposizione al sole, d’estate meglio mezz’ora a metà mattina e a metà pomeriggio, d’inverno verso mezzogiorno, per un intervallo di tempo più lungo. Gli alimenti che la contengono sono: pesci grassi come aringhe, tonno, salmone, uova di pesce, caviale, tuorlo d’uovo, salmone, verdure a foglia verde. Importante sottolineare che l’eventuale integrazione di questa vitamina va effettuata con adeguati dosaggi e integratori da assumere quotidianamente.
  • Vitamina E: questa vitamina è il più potente antiossidante presente nelle nostre cellule e, proprio grazie a questa azione e alla sua maggior concentrazione nei granulociti e nei linfociti, ne impedisce l’ossidazione a livello delle membrane cellulari che altrimenti ne risulterebbero danneggiate con conseguente depressione del sistema immunitario. Essendo una vitamina liposolubile si trova prevalentemente nei grassi: olio (di girasole, mais ecc.), semi oleosi (noci, nocciole, mandorle ecc..), cereali integrali (germi).
  • Vitamina A: il beta-carotene, precursore della vitamina A, aumenta la risposta dei linfociti. Fonti alimentari di beta-carotene sono: le carote, le verdure a foglia verde o verdure gialle e la frutta di colore arancione (albicocche, pesche, melone ecc.), la zucca, il pomodoro, il prezzemolo, l’aglio, la pappa reale e il germe di grano.
  • Vitamine B: anche questo gruppo di vitamine concorre all’efficienza del sistema di difesa.
  • Vitamina B6: una ricerca effettuata da un gruppo di ricercatori del Taichung Veterans General Hospital di Taiwan e pubblicata sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato la capacità della vitamina B6 di potenziare l’attività del sistema immunitario in pazienti indeboliti da lunghe e gravi malattie.
    Un’alimentazione che preveda un consumo appropriato di cereali integrali (la loro lavorazione nei processi di raffinazione li depaupera di gran parte del contenuto vitaminico) e di verdure crude (anche la cottura impoverisce il contenuto in vitamine dei vegetali) assicurerà una introduzione regolare di questa preziosa vitamina. Particolarmente consigliate sono le verdure a foglia verde (come spinaci e insalata). La troviamo inoltre nella soia, nei piselli, nel latte, nelle uova, nel tonno, nella carne e nella frutta secca oleosa come i semi di girasole, gli anacardi, le arachidi, le nocciole.
  • Vitamina B9: chiamata anche acido folico è fondamentale per i processi metabolici sanguigni e per quelli a carico del sistema immunitario. Molto utile per le donne in gravidanza che lo assumono con regolarità per sostenere i processi intensi di proliferazione cellulare durante la maturazione dell’embrione e la crescita del feto. Tutte le linee cellulari ad alto ricambio, anche quelle che producono le cellule del sangue e quindi i globuli bianchi necessitano di questa vitamina.  Per questo, soprattutto in inverno, costituisce un grande supporto per il sistema immunitario. Possiamo trovarla nei vegetali a foglia verde e larga, negli spinaci, nella valeriana, nei fagioli, nel lievito di birra, nelle arance.                                                                                                                                                                      
  • Sali minerali: anche per i sali minerali vale quanto detto per le vitamine. Essi sono fondamentali per il corretto svolgimento delle molteplici funzioni biologiche, alcuni hanno maggior riferimento all’efficienza del sistema immunitario e sono lo zinco, il rame, il ferro e il selenio.
  • zinco: questo metallo micronutriente agisce attivando moltissime reazioni nel nostro organismo ed è quindi fondamentale per il metabolismo cellulare, per la replicazione del DNA e per la sintesi delle proteine, risultando quindi cruciale soprattutto per quelle linee cellulari che hanno veloce tempo di replicazione: tra queste anche le cellule del sistema immunitario. Lo zinco è inoltre un potente antiossidante e per questa azione mantiene più performanti le cellule immunitarie rallentandone il danneggiamento e l’invecchiamento. Importante è ricordare che l’organismo umano non è in grado di realizzare riserve di zinco, quindi è necessario introdurne quotidianamente adeguate quantità.
    Fonti alimentari di zinco sono: pesce (in particolare le ostriche e i crostacei), carne, legumi, cereali integrali, frutta secca e oleosa, lievito di birra, zucca, germe di grano.
  • ferro: anche questo metallo micronutriente, come lo zinco, interviene come cofattore in molte reazioni, contribuendo anche alla normale ed efficiente risposta di difesa; una sua diminuzione comporta, oltre a molte altre conseguenze in altri distretti e funzioni, una riduzione dei macrofagi attivi e della produzione anticorpale. Per l’assorbimento del ferro è bene ricordare che, oltre all’importanza che hanno le condizioni dell’intestino (in caso di infiammazione ad esempio la funzione di assorbimento in generale risulterà alterata), negli alimenti stessi che lo contengono vi sono sostanze, quali fitati, ossalati, tannini e fibre che ne riducono la biodisponibilità, mentre la presenza di vitamina C ne facilita l’assorbimento soprattutto per le fonti vegetali di ferro, mentre quello contenuto in cibi di origine animale risulta più facilmente assorbibile.
    Le fonti alimentari di ferro in cui è più disponibile sono: cioccolato fondente amaro, cacao amaro, vongole, ostriche, caviale, seppie, mueslei, ceci, fagioli borlotti, lenticchie, cannellini, pinoli, nocciole, arachidi, mandorle, verdure a foglia verde.
  • rame: metallo micronutriente necessario per mantenere un adeguato livello di globuli bianchi con azione di stimolo sul sistema immunitario, facilita l’assorbimento del ferro, è implicato nella respirazione cellulare e nella sintesi delle proteine.
    Fonti alimentari principali sono: cereali, noci, carne (fegato, reni), ostriche, crostacei, legumi (piselli, fagioli), semi, cioccolato fondente amaro.
  • selenio: micronutriente di recente rivalutazione grazie anche agli studi effettuati (Avery JC, Hoffmann PR, Selenoproteins and Immunity, Nutrients), il selenio ha azione immunostimolante aumentando i linfociti T, l’attività delle cellule Natural Killer e delle cellule dell’immunità innata.
    Fonti principali: cereali, verdura, frutti di mare, noci, carne, latticini.
  • Omeopatia: dal greco “òmoios” simile e “pàthos” sofferenza, è l’arte medica che cura il simile con il simile secondo il principio di “similia similibus curentur” (i simili si curino con i simili). Nasce dal genio, dagli studi e dalla determinata sperimentazione del Dr. Christian Samuel Friedrich Hahnemann, il primo medico a considerare il paziente nella sua globalità di mente, corpo e ambiente, in Germania a cavallo tra il 1700 e il 1800. Da allora molti passi avanti si sono compiuti nella ricerca moderna che ha confermato sperimentalmente e scientificamente la grande intuizione del Dr. Hahnemann. L’omeopatia ci permette di agire secondo due linee diverse, associabili al fine di avere un importante effetto sinergico: da un lato sostenendo e rinforzando la “costituzione” e il “terreno” del paziente, quindi attuando una terapia squisitamente ad personam, e dall’altro lato utilizzando principi attivi specifici per il potenziamento delle difese immunitarie comunque prescritti in modo personalizzato. Molti sono i rimedi omeopatici che svolgono questa funzione, andranno comunque prescritti come diluizione e frequenza di somministrazione da un medico omeopata esperto.
    Per citarne solo alcuni, in maniera inevitabilmente riduttiva:
  • Anas barbarie: un antivirale molto efficace nel prevenire le sindromi influenzali o come abortivo dell’influenza se tempestivamente somministrato al comparire della sintomatologia, anche in caso di otiti, riniti, rinofaringiti, utile   anche nella convalescenza post-influenzale.
  • Echinacea purpurea: innalza le difese immunitarie ed è anche un potente antivirale e antibatterico.
  • Aviaire: perfetta per i bimbi che sono soggetti a frequenti mal di gola, tosse, raffreddore, otiti. Rimedio per la profilassi nei pazienti predisposti a patologie delle vie aeree, con lunghe convalescenze.
  • Oscillococcinum: ottimo per prevenire l’influenza, anche nei soggetti sensibili come bambini e anziani.
  • Vincetoxicum hirundinaria: stimola le difese dell’organismo con azione sui vasi e sul simpatico, per esempio nelle affezioni febbrili da virus come influenza ecc.
  • Influenzinum: profilassi dell’influenza anche in periodo di epidemia.
  • Camphora: rimedio abortivo per l’influenza.
  • Baptisia tinctoria: rimedio per sindromi ad insorgenza rapida e violenta, gastroenterite febbrile.
  • Omotossicologia: questa importante disciplina è una potente arma che, prendendo le mosse dall’omeopatia, si è arricchita e continua ad arricchirsi di ulteriori principi attivi grazie alla incessante ricerca (nella quale l’Italia è all’avanguardia) e consente di utilizzare le stesse molecole che utilizza il nostro organismo per regolare e modulare le proprie funzioni (enzimi, catalizzatori, linfochine, citochine, interleuchine, ormoni ecc.) agli stessi dosaggi e altri principi attivi della tradizione omeopatica (organoterapici, nosodi ecc.): è la “low dose medicine”, la farmacologia delle basse dosi, che in realtà sono quelle fisiologiche. Questa disciplina medica è centrata sulla persona ed agisce curando l’essere umano nella sua interezza e unicità, individuando le cause della patologia e non trattandone solo i sintomi, considerando il paziente come un’unica entità mente-corpo-ambiente. Un linguaggio, quello dell’Omotossicologia, che ci permette di ripristinare quell’equilibrio dinamico e quella capacità adattativa che sono alla base della salute. Utilizzando questi principi attivi in associazione sinergica in adeguate preparazioni possiamo stimolare e modulare in maniera estremamente mirata e raffinata le funzioni del nostro organismo, ivi comprese le difese immunitarie. L’azione terapeutica potrà essere attuata in modo articolato ed estremamente personalizzato, potendo agire sia rinforzando e riequilibrando tutto il Sistema Uomo, sia realizzando su questa base una stimolazione ancor più mirata del sistema immunitario. Ovviamente, anche in questo caso la prescrizione sarà individuale ed effettuata da un medico omotossicologo esperto.
  • Micoterapia: si hanno tracce di questa disciplina nella Cina del 200 a.C. in un primo trattato di erboristeria, ”Pen Tsao King”, in cui i funghi medicinali sono stati sistematizzati e ordinati. Già in quel testo si trattava delle proprietà medicinali del Reishi e di molti altri funghi. Ora queste conoscenze sono salite “alla ribalta” e i centri di ricerca micologica continuano a confermare il grande valore terapeutico dei funghi, comprendendone i meccanismi d’azione, e continuando la ricerca e la sperimentazione, anche su nuove specie. Importante ricordare che, grazie alla ricchezza in principi attivi, ogni fungo possiede svariate proprietà terapeutiche.
    Citiamone alcuni tra i più efficaci in base all’azione sul sistema immunitario. 
  • Reishi: svolge la propria azione in ambito immunitario in vario modo.
    • Determina un aumento del numero e dell’attività dei linfociti T, delle cellule NK e dei macrofagi, esplicando la propria azione di difesa verso batteri e virus.
    • Migliora l’efficienza del sistema immunitario e, grazie all’azione dei triterpeni che contiene, ha effetto antivirale.
  • Maitake: svolge la propria azione in ambito immunitario in vario modo.
    • Attiva il sistema immunitario, i linfociti T e le cellule NK aumentando la produzione di interleuchina IL-!, IL-2 e IL-12, aumenta anche la formazione di ossido nitrico e stimola i linfociti CD4+ (linfociti helper).
    • Regola e modula il sistema immunitario aumentando i linfociti Th1 e l’interleuchina IL-2
    • Possiede azione antivirale.
  • Shiitake: svolge la propria azione in ambito immunitario in vario modo.
    • Potenzia l’azione dei macrofagi (attivi anche contro le cellule tumorali)
    • Potenzia l’azione del sistema immunitario aumentando i fagociti, i linfociti T, i linfociti NK, il complemento C3, la formazione di interferone e di interleuchina 1.
    • Ha azione antibatterica e antivirale.
  • Coriolus versicolor: svolge la propria azione in ambito immunitario in vario modo.
    • Potenzia in particolare l’attività dei macrofagi, dei linfociti T e delle cellule NK risultando efficace in tutti i tipi di patologie da virus, batteri e funghi.
    • Ripristina l’equilibrio tra linfociti Th1 e Th2 con azione regolatoria sul sistema immunitario.
    • Ha azione diretta contro batteri e virus.
  • Fitoterapici: la fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura) prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura di malattie o per mantenere il benessere psicofisico. Molte sono le piante con principi attivi efficaci per stimolare e potenziare il nostro sistema immunitario, tenendo sempre presente che vanno valutate eventuali controindicazioni e interazioni con farmaci avvalendosi della prescrizione di un medico esperto in fitoterapia. Vediamone alcune.
  • Echinacea purpurea: rinforza le difese immunitarie che rispondono agli stimoli esterni, senza influenzare direttamente le cellule che producono anticorpi, azione specifica che viene definita “immunostimolante” e i suoi prodotti derivati sono in grado di proteggere, in modo più o meno efficace, l’organismo contro tutti gli agenti esterni. In seguito all’assunzione di Echinacea il nostro organismo diviene più resistente nei confronti di patologie quali influenza e da raffreddamento e le cellule del sistema di difesa aumentano la loro efficacia nel contrastare l’azione dei patogeni. E’ stato dimostrato che la sua azione entra in sinergia con estratti di rosa canina e thuja occidentalis. Gli effetti specifici sono:
    • attiva i macrofagi e i linfociti NK
    • stimola la fagocitosi di microrganismi patogeni inducendo produzione di TNF alfa, IL-1 e interferoneo aumenta le difese aspecifiche (immunità acquisita)
    • azione antivirale.                                                                                          

Inoltre gli acidi grassi contenuti in questa pianta svolgono azione antinfiammatoria. L’Echinacea manifesta la sua azione non solo in prevenzione, ma anche in terapia, attiva nei confronti di virus, batteri e funghi. Appartenendo alla famiglia delle composite (asteracee), l’assunzione non va attuata in soggetti allergici a queste piante, sconsigliata anche in chi utilizza immunosoppressori, benzodiazepine, calcio antagonisti e inibitori delle proteasi o presenta malattie autoimmuni, in gravidanza e allattamento.
Consultare in ogni caso un medico esperto prima dell’uso.

  • Uncaria tomentosa: ha effetto immunomodulante. Studi hanno evidenziato dopo somministrazione di Uncaria un’azione di potenziamento dell’attività delle cellule immunitarie NK e dell’attività dei linfociti T citotossici che riconoscono e distruggono le cellule colpite dai virus o degenerate (neoplasie). I principi attivi di questa pianta incrementano l’attività e l’efficacia dei globuli bianchi di aggredire virus e batteri pertanto si attua un’azione di stimolo sul sistema di difesa. Per la presenza di antocianine esplica anche effetto antiossidante, rallentando l’invecchiamento cellulare, migliorando la reattività dell’intero organismo.
    Controindicata in caso di immunodepressione iatrogena, fa aumentare i livelli sierici di alcuni farmaci (inibitori delle proteasi, della trascrittasi inversa, ciclosporina, statine, ketokonazolo, alcune benzodiazepine). Sconsigliato l’uso in gravidanza (anche per possibile effetto sulla muscolatura uterina) e allattamento. Non somministrare nei bambini di età inferiore ai 9-10 anni di età.
    Consultare in ogni caso un medico esperto prima dell’uso.
  • Astragalo (Astragalus membranaceus): è una pianta della famiglia delle Fabaceae. Conosciuto per le sue proprietà immunostimolanti, immunomodulanti, antinfettive, antinfiammatorie, adattogene, antiossidanti e disintossicanti, è utile per sostenere le difese dell’organismo.  Le radici dell’astragalo contengono principi attivi che stimolano il sistema immunitario, stimolando la funzione fagocitaria e l’attività delle cellule NK, potenziando i meccanismi di difesa nei confronti di infezioni, la pianta esplica quindi azione immunostimolante e antivirale. L’astragalo inoltre contrasta l’invecchiamento di organi quali milza, timo e linfonodi intestinali e favorisce la capacità fagocitaria e la trasformazione dei linfociti T.
    L’astragalo può potenziare l’azione degli anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, dell’Aciclovir, può interagire inoltre con farmaci ipnotici e betabloccanti e ridurre gli effetti della ciclofosfamide. Consultare in ogni caso un medico esperto prima dell’uso.
  • Rosa canina: indicata nelle infiammazioni delle prime vie respiratorie, utilizzata nelle malattie da raffreddamento, rinofaringiti recidivanti, tonsilliti e sindromi influenzali.
  • The verde: per gli appassionati di questa ottima bevanda sottolineiamo una interessante particolarità: uno degli ingredienti più potenti del tè verde è un polifenolo noto come epigallocatechina gallato o EGCG. Uno studio di laboratorio ha dimostrato che l’EGCG attiva le cellule T, un sottotipo di globulo bianco con azione antivirale nei confronti dei virus influenzali.
  • Oligoelementi: sono minerali e metalli, una ventina circa in tutto, presenti nel nostro organismo in misura ridotta e definiti per questo “elementi traccia”, ne rappresentano l’1 %, e sono fondamentali per l’attivazione e lo svolgersi di tutte le reazioni biochimiche che in ogni istante avvengono. Possiamo dire che tutte queste reazioni si compiono conseguentemente alla loro presenza e azione ed hanno quindi un effetto biologico non rapportabile alla loro importanza ponderale. Oltre a poter utilizzare anche in questa forma i già citati zinco, rame, ferro e selenio, proprio per la stimolazione delle nostre difese esistono formulazioni complesse che contengono due o più oligoelementi.
  • manganase-rame: rinforza le difese immunitarie, riduce il rischio di recidive e risulta particolarmente utile nei soggetti predisposti.
  • rame-oro-argento: complesso biocatalitico utile in tutte le situazioni di riduzione delle difese con  azione antivirale e antinfettiva, utilizzabile quindi anche in caso di infezione già in atto.

Bibliografia

“Prontuario scientifico Legren”
“Low dose medicine, omeopatia le prove scientifiche” Guna Editore
“Low dose medicine, Highlights sulla ricerca di base e clinica”, Dipartimento scientifico Guna
“12 funghi medicinali”, Juan C. Mirre Gavalda, Catalina Fernandez de Ana Portela
“Le duecento piante del benessere”, Igea